PROTESTE CONTRO L’OUTLET LA REGGIA

18 mila commercianti di Napoli e provincia, rappresentati dalla Federazione Moda Napoli, hanno depositato il ricorso al Tar contro l’outlet “La Reggia” di Marcianise.


jpg_1863724.jpgTroppe le irregolarità individuate, dieci sono infatti gli atti impugnati dai ricorrenti. Per esempio, l’impatto ambientale e il relativo congestionamento del traffico nella zona. O la costruzione dei posti auto nelle aree verdi come “parcheggi a raso” invece che interrati. La battaglia è combattuta a suon di carte. Per il momento ancora poche, a dir la verità. Ma i negozianti vi si aggrappano con tutte le loro forze. C’è un parere favorevole alla costruzione della struttura, è stato dato dalla Conferenza dei servizi della Regione nel 2004. «Una grande anomalia – la definisce l’avvocato Luigi Adinolfi – Esiste una legge regionale che consente l’apertura agli esercizi commerciali per due terzi della struttura entro 18 mesi da quel parere favorevole. Come mai l’outlet è stato costruito sei anni dopo?». Non è l’unica incongruenza. In Campania, lamentano i commercianti, manca una legge regionale che regolamenti la vendita a prezzi sottocosto.
Proporre prodotti al pubblico con sconti dal 50 al 70% può essere possibile soltanto per venti giorni all’anno. Solo tre regioni (Friuli, Veneto e Abruzzo) hanno pensato a regolarizzare l’attività di vendita degli outlet. «Qui è possibile vendere prodotti difettati o di fine serie a prezzi scontatissimi – spiega l’avvocato – ma non prodotti venduti dai dettaglianti. Così non si rischia di entrare in concorrenza con i piccoli commercianti». In una parola, chi sceglie di andare in uno spaccio sa di trovare capi a prezzi d’occasione. Ma non di prima scelta. Tutta un’altra storia rispetto a chi sceglie nelle vetrine della propria città il prodotto che più gli interessa per poi ritrovarlo scontato del 70 per cento nei grandi centri outlet. «Si tratta di concorrenza sleale – attacca Paola Borriello, presidente Federmoda Napoli – si usano i nostri negozi come vetrine e poi sono loro a fare l’offerta migliore…».

Nnnemmeno la Toscana e il Lazio hanno una normativa in materia di outlet. Eppure sono luoghi pionieri di iperstrutture frequentatissime come Barberino e Valmontone. «Noi subiamo controlli di tutti i tipi in periodi di saldi – dicono i commercianti – Le regole devono essere uguali per tutti». Dietro la battaglia legale, si nasconde la paura di scomparire sotto i colpi della grande corsa al risparmio, consentita al consumatore proprio da strutture del genere. Convenienza economica che potrebbe mettere a rischio una situazione già in bilico dopo gli ultimi colpi della crisi dei consumi del 2009. «Non dimentichiamo che l’apertura di questo gigante- conclude la Borriello- esaurirà quel poco che resta nelle tasche dei consumatori. Se le previsioni della McArthur Glenn sono giuste, perderemo 1000 negozi al dettaglio e 5000 posti di lavoro». La stima dell’azienda internazionale che da oggi sbarca a Marcianise prevede 70 milioni di fatturato e 3 milioni di visitatori nel primo anno. Numeri impossibili da battere, anche per altre due megastrutture concentrate nella stessa area, il Vulcano Buono e il Centro Campania.

fonte Repubblica

PROTESTE CONTRO L’OUTLET LA REGGIAultima modifica: 2010-02-19T16:09:07+01:00da caivanesi
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