LA GRANDE COLLUSIONE

Su dieci politici napoleta­ni o casertani, tre sono collusi con la criminali­tà organizzata.
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L’impres­sionante percentuale non è il frutto di una valutazione «a oc­chio » dell’uomo della strada, ma viene da fonte autorevolissi­ma: a dichiarare ai microfoni Rai che «un 30 per cento» dei politici locali intrattiene rap­porti con i clan è stato il procu­ratore di Napoli, Giandomeni­co Lepore. 
Qualcuno, dinanzi all’enormità della cifra, farà un salto di incredulità sulla sedia; qualcuno dirà che in fondo se l’aspettava; qualcun altro anco­ra osserverà che Lepore dirige una Procura e non un istituto di statistica, e che dunque il suo compito è quello di perse­guire i reati e non di calcolare percentuali. Fatto sta che, an­che se il dossier sulle attività dell’ufficio dei pm consegnato da Lepore all’Antimafia non ri­porta percentuali, l’affermazio­ne fatta dal procuratore è di quelle che costringono a con­clusioni impietose: se il livello di degrado raggiunto dalla clas­se politica nelle province in questione è quello denunciato, allora vuol dire che un ampio settore della società campana è ammalata, o si appresta a di­ventarlo. Del resto, deteniamo da sempre il record di Comuni sciolti per infiltrazioni crimina­li; e i sindaci che provano a op­porsi ai clan vengono isolati e costretti a dimettersi. Segno che non c’è solo una consisten­te fetta di politici collusi, ma anche un bel pezzo di opinio­ne pubblica pronta a sostener­li, punendo elettoralmente chi si oppone. Un’epidemia civile che si propaga in maniera viru­lenta, alla faccia dei Pangloss che per anni ci hanno ripetuto che vivevamo nella migliore Campania possibile, che ormai la malavita era ai margini; e che anzi le sue esplosioni di violenza erano colpi di coda di una belva feroce ma mortal­mente ferita, ridotta alla se­mi- impotenza da istituzioni lo­cali integerrime e coraggiose.

Menzogne. In questi anni affa­ri sporchi, voti di scambio, ap­palti truccati, relazioni perico­lose tra politici (il che vuol dire anche, se non soprattutto, am­ministratori) e boss non hanno fatto altro che espandersi, mi­nando il tessuto civile. Un can­cro che impedisce lo sviluppo, uccide la legalità, nega un futu­ro ai giovani: un declino delle funzioni vitali di un corpo so­ciale già evidente anche senza conoscere l’esatta percentuale dei politici collusi. Oggi Lepo­re ci dice che tale percentuale è del 30 per cento. Ma, al di là dei numeri, che fossimo giunti ben oltre il livello di guardia lo dicono i delitti, gli scandali, le torbide vicende (in cui s’intrec­ciano i nomi dei soliti sospetti e quelli dei presunti insospetta­bili) con cui siamo costretti quotidianamente a confrontar­ci. Trenta per cento: ma fosse anche il 20, o solo il 10, potrem­mo per questo ritenerci una so­cietà non infetta?

fonte Corriere del Mezzogiorno
LA GRANDE COLLUSIONEultima modifica: 2009-04-29T18:51:00+02:00da caivanesi
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