CAIVANO: IL TRAMONTO DELLA DEMOCRAZIA

Lapide democ Caivano.jpgCAIVANO. La fine dell’amministrazione Papaccioli sembrava ormai una certezza, e invece pare proprio che il leader di Forza Italia resti saldamente al timone, almeno per il momento. Perché? Semplice, perché il prefetto Pansa ha ritenuto «non sussistenti gli elementi per procedere allo scioglimento del consiglio comunale di Caivano». Tra le ragioni secondo cui non si è potuto procedere allo scioglimento pare ci sia, a parte il vizio di notifica, anche la non simultaneità delle sottoscrizioni, condicio sine qua non per poter sciogliere. Ergo, nota del prefetto, ergo tutto come prima. Ma i colpi di scena non finiscono qui. Se infatti da un lato le opposizioni e le fazioni anti-Papaccioli minacciano ricorsi e stanno già effettuando una nuova “raccolta firme consiliare”, dall’altro pare sia pronta un’altra, l’ennesima sorpresa. «Se è vero com’è vero che i sedici consiglieri comunali si sono dimessi – fanno sapere gli ambienti vicini alla maggioranza – e se è vero che il prefetto ha deciso di non sciogliere per le numerose ragioni più volte elencate, va detto che le firme non serviranno a sciogliere ma a per le dimissioni sono valide. E le dimissioni, si sa, sono irrevocabili. Di conseguenza il sindaco resterà al suo posto, così come tutto il consiglio non firmatario, mentre chi si è dimesso andrà sostituito». Fantapolitica? Può essere, ma non è che sia così azzardata l’ipotesi. Infatti, se per le dimissioni del sindaco ci sono 20 giorni per poterle ritirare, quelle dei consiglieri diventano irrevocabili da subito. E di fatto i 16 si sono dimessi. Quindi se il ricorso al Tar, che i firmatari dicono di aver presentato dovesse essere respinto, resteranno valide in ogni caso le dimissioni regolarmente protocollate, e l’ipotesi di una surroga in consiglio comunale, che ovviamente potrebbe anche far cambiare scenari ed equilibri, appare più che una probabilità. Se non sembra una soap-opera questo, poco ci manca. Ed il clima resta sempre più teso mentre aleggia una confusione che si fa sempre più snervante. Un giorno si parla già di coalizioni per il dopo Papaccioli, e l’altro invece si parla di Caivano ancora in mano alla destra. «Ho sempre agito nella massima trasparenza – la replica di Papaccioli – e correttezza nei confronti delle istituzioni e nel rispetto dei cittadini, ecco perché non ho alcuna difficoltà a rendere conto del mio perato ai caivanesi – commenta il capo dell’esecutivo locale di centrodestra – Seguo gli ideali che ho acquisito in tanti anni di militanza. Chi, invece, è spinto da fini personali non può capire di cosa si parla. Pertanto la mia amministrazione è sempre stata operativa e, anche in queste ore, sta lavorando alacremente per mettere a punto un pacchetto di importantissimi provvedimenti». «Sottoporrò questo intrigo al ministro dell’Interno, Maroni, evidenziando la palese volontà dei dimissionari che nel documento hanno espressamente sfiduciato Papaccioli» ha, invece, assicurato il senatore dell’Idv, Giacinto Russo.

Insomma un quadro confuso su cui aleggia tanta precarietà. Se a ciò si aggiunge che, in tema di coalizioni già sembrano esserci spaccature ed esclusioni eccellenti (almeno così è trapelato dagli ambienti vicini al Pd), va da sé che non solo c’è un presente poco chiaro, ma anche un futuro (eventuale) più che incerto.

 

fonte Il Roma

 

CAIVANO: IL TRAMONTO DELLA DEMOCRAZIAultima modifica: 2009-01-21T18:43:00+01:00da caivanesi
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