Campania: la condizione d’emergenza delle Asl

2134585387.jpgProbabile Commissariamento della sanità campana. E dove sarebbe la notizia?

Non ci si può aspettare di certo altro da una regione che sta implodendo su se stessa, sotto il peso continuo di vergognosi sprechi e conseguenti tagli che, come al solito, si riversano sui cittadini.
Il deficit è spaventoso. Da uno sbilanciamento annuo di 1,8 miliardi di euro registrato al 31 dicembre 2005, si è passati ad uno previsto, secondo i dati del ministero dell’Economia, di 300 milioni di euro al 31 dicembre 2008.
Intanto, in attesa delle decisioni del governo nazionale, Bassolino mette in piedi una sorta di “commissariamento interno” o meglio un gruppo di monitoraggio che supervisioni l’attuazione del piano di rientro. Gruppo di lavoro che vedrà come membri : l’assessore alla sanità regionale Montemarano, il vicepresidente della giunta Valiante, l’assessore al bilancio D’Antonio, il presidente della commissione sanità Giusto, e il coordinatore dei manager delle Asl Santangelo.
Missione dura quella della Regione, che entro il 30 novembre prossimo, data fissata dal ministero del Welfare e dello Sviluppo Economico, dovrà presentare insieme al piano di risanamento del deficit , il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, già in ritardo di 21 mesi dall’approvazione regionale.
La situazione che si paventa è critica: cancellazione di sette presidi ospedalieri dalla rete dell’emergenza; chiusura e accorpamento dei reparti; dimezzamento delle Asl; chiusura e riconversione di 500 posti letto complessivi nelle strutture pubbliche. Interventi che saranno operativi già dal prossimo anno.
Il programma di Montemarano prevede tagli per un primo recupero di 214,23 milioni di euro nei prossimi due anni, che stanno già determinando l’agitazione di medici e operatori sanitari. Dure le affermazioni che partono dalle rappresentanze sindacali dell’ospedale Cardarelli: “La riorganizzazione della Sanità campana altro non è che la chiusura di interi reparti, servizi e posti letto, la riduzione di personale e tagli ai salari degli operatori” – afferma Renato Rivelli della Rdb sanità – “un costo che oggi gli stessi responsabili del disastro tentano di scaricare sui cittadini e sul personale per limitare i loro danni e riproporre la stessa politica sanitaria scellerata e di parte che ha prodotto un debito pubblico di oltre 8 miliardi di euro”.
Cresce la tensione anche nelle Asl provinciali dove già sono in atto i primi provvedimenti. Prevista, infatti, una sostituzione in tempi brevissimi del direttore generale dell’Asl Salerno 1 Giovanni Russo, del responsabile dell’Asl Napoli 3 Armando Poggi, e del dott. Nicola Mininni amministratore dell’ospedale Santobono, dopo la bocciatura della Commissione speciale di verifica.
Arriva subito, a tal proposito, l’attacco dell’opposizione. “Se il governatore sostituisce manager incapaci, ma che sono stati nominati da lui e da Montemarano, non sarebbe più logico che sostituisse se stesso e l’assessore alla Sanità?”
In un confuso “scaricabarile” dove i responsabili di questo ennesimo furto a danno dei cittadini si dichiarano innocenti, l’unica certezza è che la Campania sta andando incontro ad una nuova “emergenza rifiuti”. La politica clientelare campana sta andando per tentativi nella speranza di rimettere insieme i cocci di un disastro e nella ricerca disperata di trovare all’interno della giunta un ennesimo equilibrio per non finire nel baratro. Equilibrio che, però, non ha niente a che vedere con l’interesse dei cittadini e con la loro salute!

Ada Insigne

Quotidiano Rinascita

Campania: la condizione d’emergenza delle Aslultima modifica: 2008-10-24T10:19:34+02:00da caivanesi
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