Caivano. False dichiarazioni per avere le borse di studio dalla Regione

La truffa emersa dopo le verifiche avviate dal funzionario comunale. La parola passa alla magistratura per il processo ai responsabili.

1093280154.jpgAvevano fornito false dichiarazioni per far attribuire ai loro figli le borse di studio erogate dalla Regione. E così circa 100 genitori sono stati denunciati dal Comune alla Procura della Repubblica di Napoli per i provvedimenti del caso. Il fatto è stato evidenziato grazie al meticoloso lavoro svolto dal V settore del Comune, diretto da Vito Coppola, che, dopo un controllo telematico incrociato con gli uffici dell’agenzia delle entrate, aveva riscontrato che molte dichiarazioni relative all’anno scolastico 2005/2006, per cui bisognava esibire il certificato Isee del 2004, non risultavano veritiere. Da qui la decisione di segnalare il caso alla magistratura, che adesso procederà penalmente nei confronti degli autori delle dichiarazioni infedeli. «Noi siamo per la certezza dei diritti – sottolinea il sindaco Pippo Papaccioli, a capo di una coalizione di centrodestra – Pertanto abbiamo denunciato senza esitazione coloro che hanno esibito le false dichiarazioni a garanzia e tutela dei cittadini onesti e, soprattutto, per poter attribuire regolarmente le borse di studio agli alunni meritevoli. La nostra azione si inserisce a pieno titolo nel programma di educazione alla legalità, che abbiamo intrapreso già da tempo nelle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio. Naturalmente la nostra campagna di sensibilizzazione sul rispetto delle regole sarà estesa per il nuovo anno scolastico anche alle famiglie degli studenti».

«L’iniziativa di effettuare i controlli sulle autocertificazioni rilasciate dai genitori è stata attuata tenendo presente le vigenti disposizioni di legge – a parlare è l’assessore alla pubblica istruzione e cultura, Simone Monopoli – Un’azione, questa, che il Comune ha potuto espletare per l’abile lavoro svolto dal dirigente Coppola in collaborazione con il personale del V settore. Comunque la verifica è stata effettuata su un campione di circa 200 dichiarazioni e i relativi documenti sono stati già inviati agli organi giudiziari competenti che ora applicheranno le dovute sanzioni penali». E proprio nei mesi scorsi i carabinieri di Casoria, al termine di una task force sul preoccupante fenomeno dell’evasione scolastica nei comuni a nord di Napoli, denunciarono oltre 450 genitori che avevano figli che dovevano frequentare la scuola dell’obbligo, ma che, invece, si guardavano bene dal farli sedere nei banchi con i loro coetanei. In testa a questo triste primato c’era Caivano. Qui decine di piccoli studenti del rione del parco verde, soprattutto bambine, se ne stavano tranquillamente a casa, senza avere mai frequentato la scuola, svolgendo così servizi di baby sitter ai fratellini più piccoli o sbrigando faccende domestiche, mentre i genitori erano dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le vicine città di Casoria e Casavatore sono stati altri punti di questa emergenza in cui è la scuola a diventare un rifiuto per tanti minori, mentre ad Afragola, dove fino a qualche anno fa il tasso di evasione scolastica era altissimo, la situazione appare oggi migliorata: la denuncia dei carabinieri è stata limitata, si fa per dire, soltanto ad una quindicina di genitori.

Caivano. False dichiarazioni per avere le borse di studio dalla Regioneultima modifica: 2008-09-10T15:53:54+02:00da caivanesi
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