PATER FAMILIAS

 

 

 

52435140ea2add448442e284e12c9a56.jpg(Italia 2002) di Francesco Patierno, con Luigi Iacuzio, Federica Bonavolontà, Francesco Pirozzi, Francesco Di Leva, Domenico Balsamo, Michelangelo Dalisi, Ferdinando Triola,Vincenzo Pirozzi, Carlo Triola, Antonella Migliore, Paolo Oliva, Renata Brando, Marina Suma

 

Il film, primo lungometraggio del regista Francesco Patierno, presenta la fotografia del quotidiano vissuto nei contesti familiari di alcune delle zone più degradate di un paese dell’interland napoletano. Come sottolinea lo stesso regista, l’ambientazione geografica non è, però, rilevante in quello che lui stesso ha definito “un film sulla famiglia” ambientato in uno dei “sud del mondo”.

Ci accompagnano attraverso la narrazione i ricordi di Matteo (Luigi Iacuzio) che, uscito dal carcere in libertà provvisoria, rientra al suo paese dove ad attenderlo c’è tutto il suo passato che lo porta, ancora una volta, ad incrociare emotivamente i destini dei ragazzi del quartiere in cui ha vissuto.

Nessuna lezione morale, nessun sofismo: il film non è la storia romanzata di alcuni ragazzi sfortunati che cercano di combattere l’avverso destino, è qualcosa di molto più concreto, è lo spaccato di una realtà di cui molti parlano riuscendo, tuttavia, ad immaginarla solo in parte e, probabilmente, desiderando ancor meno di conoscerla davvero.

Le donne sono vittime dei loro uomini, i figli restano schiacciati dall’ eredità sociale dei loro padri. Emblematiche sono le parole di una suora, con la quale Matteo ha un colloquio il giorno del suo rientro in paese: “Purtroppo le donne del sud hanno l’abitudine di abbracciare l’immutabilità del destino e finiscono per mortificare quanto c’è di più elevato nel loro spirito. In questo paese ha fatto più male l’ignoranza che non tutte le guerre, le carestie, i terremoti messi assieme”.

Ciò che più colpisce e fa male è rendersi conto che i protagonisti nelle loro reazioni (siano esse animate da sentimenti di giustizia, di rabbia, di ferocia o di riscatto) sono sempre e comunque soggetti ad una legge dell’assurdo, che definisce le regole di sopravvivenza di un sistema sociale all’interno del quale nulla sembra poter penetrare dall’esterno.

Anche Matteo, sensibile e profondo, assiste a qualcosa di terribile.. ma non parla, non denuncia, per poi reagire di fronte alla violenza con altrettanta violenza.

In definitiva quello che il film mostra non può essere ignorato, va preso in considerazione per quello che è, oppure è necessario ammettere che è qualcosa di troppo “indomabile” per essere affrontato da chi non ha la forza ed il coraggio di combattere e sperare.

Una speranza, infatti, esiste ancora e ad attendere Matteo, dopo dieci anni, c’è Rosa (Federica Bonavolontà), che lui non ha mai dimenticato, ed insieme potranno cercare un futuro diverso.

Il passato ed il presente si incrociano continuamente senza mai confondersi, anche grazie all’adozione di tecniche particolari come il “salto della sbianca”, processo chimico adottato sulla pellicola per trattare le scene “del passato”. La sceneggiatura estremamente essenziale rende il confronto con la realtà ancor più immediato e verosimile. Il contrasto realizzato attraverso la scelta della colonna sonora (musiche dei Lamb e dei Múm), inquietante nelle scene prive di violenza e dolce nelle scene più forti, concorre ad alimentare nello spettatore la percezione del dramma.

Pater Familias, liberamente tratto dall’omonimo libro di Massimo Cacciapuoti (sceneggiatore insieme a Francesco Patierno), è stato presentato al Festival di Berlino 2003. Per i suoi contenuti, che lo rendono difficilmente digeribile e tutt’altro che commerciale, il lavoro di Patierno non ha trovato alcun finanziamento pubblico. Il film è stato realizzato grazie alla volontà degli attori (professionisti e ragazzi comuni), degli operatori e del regista, che ha personalmente finanziato il progetto trovando poi l’appoggio della Kubla Khan che ha deciso di produrlo e dell’istituto Luce che lo ha distribuito. Il tutto per nostra fortuna, perché si tratta di un’ opera che aiuta a svelare le ipocrisie dietro le quali amiamo nasconderci quando la realtà risulta “scomoda” da accettare.

 

                                                                                                                                                                        

                                                                                   Laura Santabarbara

PATER FAMILIASultima modifica: 2007-12-03T11:15:00+01:00da caivanesi
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento