07/02/2010
LA PROTESTA DELLA GENTE DI CAIVANO CONTRO LA TARSU
Si aspetta l’intervento dei candidati alle prossime elezioni.
Ma il centrodestra non ha già scelto Monopoli? E i compagni della sinistra ? Hanno forse un po’ vergogna a manifestare contro l’aumento di una tassa che li ha visti protagonisti e attori spesso interessati? Ma i compagni attuali non sono per il cambiamento? Non vogliono anteporre l’interesse dei governati al tornaconto dei governanti? Il silenzio è sospetto e sembra annunciare tempesta per le tasche dei cittadini. Io ricordo che di fronte a provvedimenti di dimensioni e portata sicuramente più modesta dell’aumento indiscriminato della TARSU i partiti di tutte e due gli schieramenti fecero sentire la propria voce. Ricordo ancora che per la rimozione da responsabile del settore scuola del valoroso Vito Coppola scesero in campo Monopoli, L’UDEUR, Il PD e chi più ne ha più ne metta. I muri della città furono invasi da un mare di manifesti e la lotta politica finì solo quando fu ripristinata una situazione che, in verità, continuo a ritenere giusta e corretta. Adesso come mai nessuno chiede il ritiro della delibera n.71 del 2009 ? Perché Monopoli non assume l’iniziativa, come per il passato, di rappresentare in maniera corretta gli interessi dei caivanesi? Io credo nella disponibilità dei giovani , ma credo ancora di più in loro, se assumono impegni pubblici. Perciò chiedo a Monopoli e Bervicato di impegnarsi a revocare o far caducare, in caso di vittoria elettorale nel prossimo mese di marzo, una delibera tanto impopolare ed ingiusta. Non è serio chiedere ai cittadini di un territorio tanto martoriato dalla crisi occupazionale ed ambientale di farsi carico di una spesa che suona offesa alla loro intelligenza ed onorabilità. I cittadini di Caivano meritano più rispetto e non le chiacchiere di un subcommissario di passaggio che, in attesa di nuova destinazione, mostra di farsi carico di un problema, ma solo per l’anno prossimo e ben sapendo di nulla poter fare e nulla voler cambiare nella sostanza. Intanto l’anno prossimo il commissario non ci sarà più e poi, per dirla con chiarezza, la tassa non va leggermente modificata, ma abolita. Il commissario non deve dimenticare cha a Caivano già è stato allocato il CDR cui è seguito, per merito di Bassolino e Papaccioli, l’impianto a biomasse e che al suo confine nel territorio di Acerra c’è il termovalorizzatore o per dirlo meglio l’inceneritore con le sue emissioni che tanto bene fanno all’Impregilo, che lo ha impiantato, e ai signori che ne ricavano un reddito che non riutilizzano al Sud. Manca solo la collocazione a Piazza Cesare Battisti del prossimo, e tanto osannato, impianto per la produzione dell’energia nucleare e poi siamo al completo, con buona pace della volontà popolare e della tranquillità sociale. Perciò dico ai caivanesi : forza con la protesta! Prima o poi anche Maroni dovrà cambiare idea se, come dice, vuole assicurare ai cittadini ordine e benessere e, soprattutto, non mettere le mani nelle tasche degli italiani, anche se meridionali e magari un po’ abbronzati!
13:05
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04/02/2010
Caivano, i Nas richiudono il macello choc
Aveva riaperto illegalmente dopo 3 anni
Carcasse di ovini abbandonate tra i pascoli, condizioni igieniche precarie, i proprietari avevano violato i sigilli
NAPOLI - Violati i sigilli aveva riaperto il macello dell'orrore a Caivano. Già sequestrato nel 2007 l'allevamento abusivo, insieme all'annesso edificio utilizzato per la macellazione, era stato individuato e chiuso una prima volta dal Nucleo anti-sofisticazione dei carabinieri tre anni fa. Nei giorni scorsi erano stati notati però movimenti sospetti intorno all'ex macello, così, dopo una serie di appostamenti, i militari hanno appurato la violazione dei sigilli procedendo al nuovo sequestro della struttura.
BUDELLA AGGREDITE DAGLI INSETTI - Denunciati i titolari, Teresa Sorbo e Filippo Falco, all'interno venivano lavorati in condizioni precarie, su tavolacci bisunti e al limite della praticabilità capi di bestiame le cui interiora venivano poi abbandonate nei dintorni dell'allevamento. Accanto a rifiuti di ogni genere, teschi, budella, secchi di intestini abbandonati e assaliti da sciami di insetti. Irregolarità riscontrate anche nella produzione del latte di capra, del caso si sta occupando il pm Stefania Buda che ha lanciato un appello ai consumatori richiamando l'attenzione sull'origine delle carni acquistate al consumo.
fonte Corriere del Mezzogiorno
16:43
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26/01/2010
LA TARSU DIVENTA UNA TASSA PROVINCIALE
Tarsu riscossa e soprattutto gestita non più dai comuni ma dalle province. Questa la sorpresa che il nuovo anno regala alla Campania. La disposizione si realizza nei 5 commi dell’ articolo 11 del decreto legge 195 che chiude, anche se solo sulla carta, l’emergenza rifiuti.
Una sorpresa che ha subito scatenato la rabbia dei sindaci. Con la perdita di gestione della Tarsu la situazione rischia di complicarsi maledettamente perché si sta parlando della voce più importante delle entrate di ogni comune: “Senza quest’entrata in bilancio, se non vengono modificati i parametri sforeremo tutti i patti di stabilità. Si tratta di una norma anticostituzionale” spiega il sindaco di Ercolano, Nino Daniele. Una mannaia per comuni grandi e piccoli. “Senza contare che – aggiunge Daniele - decreto alla mano, non si capirebbe dove i comuni dovrebbero trovare i soldi per servizi come la raccolta porta a porta che non rientra nelle nuove competenze della Provincia”.
Intanto si studia un modo per fare pressione sul governo per apportare le dovute modifiche al decreto . Da una parte i primi cittadini, dall’altra i presidenti di provincia che avranno poteri enormi, compreso quello di nominare un commissario liquidatore addetto alla riscossione dei debiti contratti in questi anni dai comuni nei confronti del commissariato ai rifiuti.
Al comune di Napoli questa manovra potrebbe provocare un vero e proprio terremoto nel bilancio, in quanto andrebbe ad aggiungersi ai già esistenti 130 milioni di debiti che il comune ha nei confronti della struttura commissariale del sottosegretario Guido Bertolaso. Se si considera che la Tarsu vale 170 milioni, la partita in questione diventa di 300 milioni. Un dato economico-finanziario da brividi. Ieri il sindaco ha fatto il punto sulla questione con gli assessori competenti Paolo Giacomelli (Igiene urbana) e Michele Saggese (Risorse strategiche) per capire come opporsi al decreto 195.
“Sicuramente presenteremo una proposta di modifica per un confronto con governo e parlamento. Poi sarà il turno dei ricorsi se non verranno accettate le nostre sollecitazioni” Nino Daniele, primo cittadino di Ercolano e presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
Fare ricorso dunque, ma non per questo andare alla rinfusa considerato che i Comuni non hanno facoltà di presentare obiezioni alla Corte Costituzionale. A Palazzo San Giacomo però ci stanno lavorando e già hanno accumulato una serie di sentenze della Corte Costituzionale. Tutte hanno come filo comune il principio che una gabella comunale non può che essere riscossa dagli enti locali stessi e non da terzi, pena l’incostituzionalità. È l’inderogabile principio dell’autonomia dei Comuni. In seconda battuta si sta lavorando a una iniziativa politica bipartisan perché il decreto non piace nemmeno a Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli in quota Pdl.
C’è tempo fino all’inizio di marzo per emendare il decreto prima che diventi legge, e modificarlo nella parte che riguarda la riscossione della Tarsu. Sostanzialmente il compromesso che si potrebbe trovare è quello di lasciare autonomia ai comuni capoluogo ed affidare alla Provincia la riscossione della tassa per i comuni restanti. In caso di mancate modifiche il capitolo Tarsu diventerebbe ancora più difficile ed articolato. Per esempio, le 150 mila utenze commerciali censite da Palazzo San Giacomo, che producono rifiuti non urbani, con il decreto finirebbero automaticamente nella lista delle utenze domestiche. Tradotto significa che in queste utenze non sarebbero più tenute a pagare ciò che sborsano oggi.
Ada Insigne
15:23
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13/11/2009
IL COMITATO CIVICO AD ANNO ZERO
16:33
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03/11/2009
IL COMITATO CIVICO CITTADINI DI CAIVANO ED IL MOVIMENTO DI INSORGENZA CIVILE IN PIAZZA CONTRO SPRECHI E DEGRADO
Sabato 31 Ottobre in piazza I° maggio il Comitato Civico Cittadini di Caivano ha organizzato, insieme al Movimento di Insorgenza Civile un sit-in di denuncia contro gli sprechi e di informazione ai cittadini.
Mentre i partiti sprecano denari con mazzette e clientele, e la corruzione infesta sempre di più le istituzioni democratiche, il nostro paese ed il suo popolo sono condannati ad un vergognoso stato di abbandono.
Caivano sembra un paese da terzo mondo. L’incuria del manto stradale, pieno zeppo di buche, avvallamenti e voragini, mette a rischio, ogni giorno, l’incolumità fisica di pedoni ed automobilisti. La situazione è resa ancora più pericolosa dalla scarsa illuminazione pubblica in molti punti della città e dal mancato funzionamento di tutti i semafori.
Per non parlare della manutenzione del sistema fognario, che chiaramente è inesistente e che provoca, ad ogni pioggia più sostenuta, allagamenti di strade, case e negozi.
Alla luce di tutto questo non possiamo più tollerare eventuali sprechi, a discapito del benessere comune.
La prossima amministrazione comunale dovrà, con urgenza, risolvere questi annosi problemi.
Non ci sono più scuse per nessuno!
Comitato Civico Cittadini di Caivano
Movimento Insorgenza Civile
12:46
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26/10/2009
MOLOTOV CONTRO L'AUTO DELL'EX SINDACO PAPACCIOLI
Atto intimidatorio nei confronti dell'ex sindaco di Caivano, Giuseppe Papaccioli, di Forza Italia. Una bottiglia piena di liquido infiammabile è stata gettata da uno sconosciuto nella macchina dell'uomo politico parcheggiata davanti casa provocando una forte esplosione. La macchina, una Rover, è andata distrutta. Solo tanto spavento, invece, per l'ex primo cittadino del comune alle porte di Napoli noto per essere stato il medico che, assieme a Umberto Scapagnini, soccorse il premier Berlusconi quando fu colto da malore nel corso di un comizio tenuto a Montecatini Terme tre anni fa, oltre che per la caratteristica barba che gli ha fatto guadagnare l'appellativo scherzoso di 'Bin Laden' da parte dello stesso premier a causa della somiglianza con il leader di Al Qaida.
Papaccioli non è più sindaco di Caivano dallo scorso maggio quando si dimise dopo il passaggio all'opposizione di quattro consiglieri di maggioranza.
Sull'atto intimidatorio indagano i carabinieri che, dopo aver sentito l'ex sindaco, stanno passando al setaccio l'attività politica di Papaccioli, pur non tralasciando altre piste.
Amareggiato per quanto accaduto ma per nulla intimorito. Così si dice Giuseppe Papaccioli, l'ex sindaco: «Ero tornato a casa per il pranzo - racconta - da una decina di minuti circa, e avendo trovato l'accesso al garage ostruito da altre macchine ho parcheggiato la mia Rover fuori. Ho sentito un boato e quando mi sono affacciato sulla strada ho visto la macchina in fiamme. Un testimone ha visto una persona con il volto coperto avvicinarsi all'auto, infrangere il finestrino e lanciare un ordigno all'interno per poi allontanarsi di corsa».
Papaccioli, che è cardiologo, non sa darsi spiegazioni: «Non sono più sindaco e da alcuni mesi sono fuori dalla vita politica cittadina anche se rimango un militante del Pdl. Se lo hanno fatto per convincermi a non ricandidarmi alle prossime Comunali di marzo, ero già deciso a non farlo. Certo, con me sindaco gli appalti erano aperti a 35-40 ditte e mettevo il naso su tutta la gestione della cosa pubblica. Ma prima d'oggi non avevo mai avuto avvertimenti dalla criminalità».
«Rimane l'amaro in bocca - conclude - per qualcosa che non merito e che mi segnerà, ma domani conto di andare al lavoro normalmente. Non riusciranno a mettermi paura».
fonte Il Mattino
10:11
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30/09/2009
DOVE DIAVOLO SONO I VIGILI URBANI?
La viabilità a Caivano è vergognosamente fuori controllo.
Macchine parcheggiate in doppia fila; moto che sfrecciano a folli velocità nelle strade principali o in prossimità delle scuole; auto che sorpassano impunemente senza tener conto delle più banali regole del codice stradale.
La situazione è, poi, resa ancora più grave dalla presenza, quando si è fortunati, di marciapiedi talmente stretti da risultare inutili, che trasformano le giornate di anziani, mamme con i passeggini e persone costrette alla sedia a rotelle, in inconcepibili e pericolosissime “corse ad ostacoli”.
Il culmine di questo stato di totale abbandono lo si raggiunge all’altezza dell’incrocio che da Via de Gasperi porta verso il corso Umberto, passando per la Farmacia S. Caterina. Centinaia di motorini, con a bordo due o anche più persone (chiaramente senza casco) schizzano impunemente su una strada a doppio senso di circolazione, invadendo la corsia opposta e determinando così pericolosi ingorghi che mettono in serio rischio l’incolumità propria e degli altri conducenti. Da un po’ di tempo, passare per quella strada, soprattutto il sabato e la domenica sera, è diventato un terno al “lotto”.
Chi è responsabile di questo disordine?
La risposta c’è, ed è il momento di ribadirla con forza senza più nascondersi vigliaccamente dietro un dito: i vigili urbani di Caivano!
Dove sono? Cosa fanno questi signori, che percepiscono uno stipendio che deriva dai nostri contributi? Possibile che siano gli unici a non accorgersi di quanto accade per le strade ogni sera? Possibile che siano gli unici a non aver notato che la piccola rotonda posta davanti al Santuario di Campiglione sia diventata ormai un “optional” per auto e moto, e paradossalmente, un pericolo per chi la rispetta?
Forse aspettano che ci scappi il morto? O che qualche pedone venga travolto da questi veicoli lanciati in strada come missili?
Alla luce di quanto detto chiediamo al Commissario Prefettizio, Dott. Marco Valentini:
di prendere provvedimenti immediati e forti per far fronte a questa situazione diventata, ormai, insostenibile; di mettere in riga quanti (è evidente) non esercitano correttamente la propria professione; di mandare a casa, laddove necessario, quei “fannulloni” incompetenti che rappresentano un danno piuttosto che una risorsa per la nostra città.
Comitato Civico Cittadini di Caivano
11:04
Scritto da : caivanesi
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16/09/2009
SI, MI CANDIDO
Dal 2000 ad oggi mai nessuno si era ricordato della signora Tondi, mai! Si, mi candiderò. E lo faccio per i cittadini caivanesi che come me sono stanchi di essere presi in giro. I politici locali sono stati una delusione. Ci hanno portato alla rovina. Ci hanno offerto su un vassoio d’argento alla microcriminalità. Ci hanno portato al degrado. Il potere! Solo il potere! Hanno pensato solo alla poltrona che noi cittadini gli abbiamo consegnato. Hanno calpestato la nostra dignità.
I cittadini caivanesi saranno messi al corrente di tutto il malaffare che si svolge sul comune. Combatterò per i diritti di noi tutti. Non prenderemo un solo euro dal comune, cosa che verrà chiesta anche ai futuri assessori e consiglieri. Tutti i gettoni verranno messi in fondo cassa, per combattere il degrado di questo paese, per aiutare chi ne ha bisogno
Cosa dice il Castello?
Il Castello non ha mai aperto le sue porte a nessuno.
Quelle porte sono state sempre chiuse ai cittadini onesti. Io ho bussato a quelle porte per anni ma mai nessuno le ha spalancate per fare il suo dovere. E’ vergognoso! Le uniche persone che mi hanno soccorso, che sono state vicine a me ed alla mia famiglia sono stati i ragazzi del comitato civico cittadini caivano. Gli unici!
Caivano non meritava questo. Caivano è stata strumentalizzata da chi cercava il potere approfittando della gente esasperata, compresa me. Gente che li ha votati perché ha creduto alle loro promesse, fatte per incassare voti. Elemosinare voti. Potere, solo potere! Le porte del castello si aprono ogni volta che ci sono le elezioni e subito dopo si richiudono. Diamo un calcio in c….a tutti i politici, che vivono sulle nostre spalle, con i nostri soldi. Io spero che i cittadini di caivano non si faranno fregare ancora una volta.
La mia decisione di candidarmi? E’ stata la forza della disperazione. Non accetto più l’abbandono delle istituzioni, non accetto più che le stesse istituzioni disprezzino caivano ed il suo popolo, dicendo che è un popolo maleducato. Io dico che se un figlio è maleducato deve essere il genitore a dare educazione, giusto’? Vuol dire che chi ha occupato fino ad ora la poltrona non è stato capace di educare, o meglio ha pensato solo ai soldi. Vergogna! Mai nessuno si è fatto avanti per fare il proprio dovere, e questo è spaventoso e vergognoso! I cittadini verranno informati passo dopo passo di quello che si decide nei consigli. Voglio capire che fine fanno i nostri soldi, voglio smascherare tutti i lori piani. Così come spero che alle prossime elezioni ci saranno nuove persone. Persone non disoneste, perché ne abbiamo avute già tante. Spero che Caivano ritorni a noi.
Dico ai cittadini di caivano “non fidatevi delle promesse, non ridiamo le poltrone a chi ci ha distrutti, a chi ci ha infangati, a chi si diverte con i nostri soldi! A chi disprezza il popolo di caivano”. Quante volte li ho affrontati dicendogli che se mangiano e fanno la bella vita è perché noi li abbiamo messi lì. Il popolo li ha messi lì. Questo popolo che loro disprezzano !
Stiamo attenti!
Fortuna Tondi
12:38
Scritto da : caivanesi
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Le cattive azioni della PAX BANK
La PAX BANK, banca cattolica tedesca, è stata costretta ad un rapido mea culpa dopo la scoperta, che, tra i suoi investimenti, almeno 1,6 milioni di euro erano stati investiti in cattive azioni, ovvero nelle non molto etiche industrie belliche delle armi e del tabacco. L'Istituto di credito di Colonia, che sul proprio sito afferma di impiegare i risparmi affidati ispettando l'equilibrio tra rendita ed ideali cristiano, custodiva nel proprio portafoglio, titoli di American British Tobacco e di Imperial Tobacco, rispettivamente secondo e quarto produttore mondiale di sigarette, per un valore di circa 870 mila euro.
Altri 580 mila euro erano stati destinati all'acquisto di cedole della Bae System, società inglese che produce armi, mentre 160 mila euro erano già investiti in azioni della Wyeth, casa farmaceutica americana che produce diversi marchi di pillola anticoncezionale.
Il portavoce della banca si è scusato, ammettendo che "si è trattato di un grave errore, di investimenti sfuggiti ai controlli interni ed ha annunciato la vendita immediata dei titoli senza conseguenze dannose per i clienti".
Insomma, non andranno all'Inferno.
fonte Il Venerdi di Repubblica
12:31
Scritto da : caivanesi
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30/07/2009
Improponibile l’incenerimento di rifiuti nei cementifici delle ditte Cementir e Moccia
La commissione ambiente regionale diffiderà l’assessore Walter Ganapini all’utilizzo dei cementifici per l’incenerimento di rifiuti. E’ questa la decisione, presa all’unanimità dai componenti della commissione ambiente permanente dopo aver ascoltato i rappresentanti dei comitati civici che avevano fatto richiesta di audizione.
I presidenti del comitato del Parco Cerasola e Centurano, Giovanna Maietta, del comitato per la salute pubblica e del comitato vivibilità di Maddaloni, Michele Venturino e Antonio Cuomo hanno esposto le motivazioni per le quali è addirittura improponibile l’incenerimento di rifiuti nei cementifici delle ditte Cementir e Moccia, facendo mettere agli atti un documento al quale hanno aderito numerose associazioni casertane. La commissione ambiente si è espressa in piena condivisione di quanto riportato dai rappresentanti dei comitati e provvederà ad inoltrare all’assessore all’ambiente regionale una lettera di diffida e una convocazione a presentarsi davanti alla commissione subito dopo la pausa estiva. All’audizione erano convocati oltre all’assessore Ganapini che non si è presentato, i sindaci di Caserta e Maddaloni, che non si sono preoccupati di inviare neanche un delegato, diversamente dal commissario prefettizio Biagio Giliberti, anche egli invitato, che ha delegato l’ingegnere Alfonso Pirone, il quale ha garantito che la Provincia provvederà alla revoca dell’autorizzazione all’incenerimento di rifiuti e che alla prossima conferenza di servizi sull’ampliamento di cava sarà ribadito il parere negativo per il vincolo di rimboschimento. Il prefetto Giliberti, informato da noi si è sempre mostrato attento e sensibile a questa grave problematica, agendo nella legalità e per la comunità. Una sensibilità che non può assolutamente appartenere ai sindaci di Caserta e Maddaloni che oltre a qualche proclamo a mezzo stampa non hanno mosso un dito per impedire che si procedesse con atti e accordi all’incenerimento di rifiuti negli obsoleti impianti Moccia e Cementir. Ci sono molti lati oscuri in questa vicenda e noi abbiamo fatto richiesta alla Commissione di chiarimento. Di fronte a un pericolo di questa entità non ci si può limitare solo a dichiararsi contrario, bisogna attivarsi e accertarsi che non si utilizzino i cementifici come inceneritori di rifiuti. Ganipini il 21 Luglio scorso ha firmato un protocollo d’intesa con l’associazione dei cementieri per incenerire i rifiuti. I cementifici a cui si fa riferimento sono l’italcementi di Pontecagnano, Cementir di Maddaloni e Moccia di Caserta. Tra le tre ditte, la Cementir già ha avviato le procedure per l’adeguamento dell’impianto all’incenerimento di rifiuti (non si capisce dal protocollo di quale tipologia), che noi presumiamo siano le famigerate balle rifiutate persino dall’inceneritore di Acerra e non certamente combustibile da rifiuti di qualità che non abbiamo e che probabilmente non avremo mai. Già da Marzo del 2008 la Cementir aveva chiesto l’autorizzazione al trattamento di rifiuti nel cementificio, un autorizzazione che viene rilasciata dalla Provincia nell’aprile dello stesso anno e che oggi è in fase di revoca. La prima richiesta della Cementir appunto quella del marzo 2008 viene fatta in una conferenza di servizi alla quale partecipano, rappresentanti della provincia, del comune di Maddaloni, dell’Asl, dell’Arpac, dell’Università. A gennaio di quest’anno la Cementir chiede l’affissione all’albo pretorio del comune di Maddaloni del progetto preliminare per la trasformazione del cementificio a inceneritore di rifiuti, quasi contestualmente inoltra richiesta di assoggettabilità di Valutazione di impatto ambientale alla Regione per l’incenerimento, istanza viene trasmessa anche al sindaco Farina. Intanto l’assessore Ganapini inseriva gli impianti casertani nelle linee guida per l’aggiornamento del piano rifiuti regionale e allo stesso tempo negava e ammetteva a secondo del contesto in cui si trovava che si programmava l’incenerimento nei cementifici, accusandoci addirittura di creare allarmismo. Ora è chiaro che Ganapini dopo l’accordo con i cementieri non potrà negare con facilità e quando verrà chiamato dalla commissione ambiente regionale, dove saremo presenti anche noi dovrà spiegare per quale motivo si accanisce a voler definitivamente distruggere il territorio casertano, dove ha programmato 7 inceneritori individuati nelle centrali termoelettriche, di turbogas e cementifici.
Giovanna Maietta - presidente comitato di quartiere di Parco Cerasola e Centurano
15:19
Scritto da : caivanesi
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